Scambio sul Posto 2025-2026: Cos’è, Come Funzionava, Perché è Finito e Cosa Fare Ora

Cerchi informazioni sullo scambio sul posto per il tuo impianto fotovoltaico? Il meccanismo GSE che per quindici anni ha permesso di compensare l’energia immessa in rete con quella prelevata è stato chiuso ai nuovi impianti dal 2025, sostituito dal Ritiro Dedicato.

In questa guida trovi la definizione dello scambio sul posto, come funzionava il calcolo del contributo GSE (con un esempio pratico), cosa è cambiato con la delibera ARERA 78/2025/R/efr, come funziona la dichiarazione fiscale e quali sono oggi le alternative più convenienti per chi ha già un impianto o vuole installarne uno.

In sintesi: cosa c’è da sapere 💡

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Aggiornato a luglio 2026

Cos’è lo scambio sul posto

Lo scambio sul posto (SSP) è un meccanismo, disciplinato dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici), che permetteva ai proprietari di impianti fotovoltaici di compensare economicamente l’energia elettrica prodotta e immessa in rete in un certo momento con quella prelevata dalla rete in un momento diverso — ad esempio di sera, quando i pannelli non producono.

In pratica la rete elettrica veniva usata come una sorta di « batteria virtuale »: l’energia in eccesso prodotta di giorno veniva immessa in rete e « recuperata » sotto forma di contributo economico, anziché di energia fisica.

Il meccanismo, in vigore dal 1° gennaio 2009, era riservato agli impianti con determinati limiti di potenza:

  • fino a 20 kW per gli impianti a fonti rinnovabili entrati in esercizio entro il 31/12/2007;
  • fino a 200 kW per quelli entrati in esercizio entro il 31/12/2014;
  • fino a 200 kW per gli impianti di cogenerazione ad alto rendimento;
  • un tetto complessivo di 500 kW di potenza installata nel punto di scambio.

Come funzionava il meccanismo e il contributo GSE

Il GSE calcolava annualmente un contributo in conto scambio, versato al titolare dell’impianto (Utente dello Scambio), basato su tre elementi:

  • la quantità di energia effettivamente scambiata con la rete (il minimo tra energia immessa e prelevata nel periodo di riferimento);
  • il controvalore monetario dell’energia immessa in rete, ai prezzi di mercato;
  • l’onere sostenuto per l’energia prelevata dalla rete, suddiviso in onere energia e onere servizi (trasporto, dispacciamento, oneri di sistema).

Se il valore dell’energia immessa superava l’onere energia, la differenza veniva registrata come credito da utilizzare negli anni successivi, oppure poteva essere richiesta a liquidazione come « eccedenze ». Il contratto di adesione, gestito interamente online sul portale GSE, aveva una durata rinnovabile e restava valido finché il titolare non decideva diversamente — o finché la normativa non è cambiata, come vedremo nel paragrafo successivo.

Quanto paga il GSE: esempio di calcolo e tempistiche dei pagamenti

Una delle domande più cercate su questo tema è semplice: quanto paga il GSE con lo scambio sul posto? Non esiste una tariffa fissa a kWh, perché il contributo dipende dal prezzo di mercato dell’energia scambiata e dagli oneri di rete del singolo utente — ma il meccanismo di erogazione segue un calendario fisso, sempre lo stesso per tutte le convenzioni ancora attive:

  • Acconto I semestre: pubblicato entro il 15 maggio, erogato entro giugno, per le convenzioni attive al 31 marzo.
  • Acconto II semestre: pubblicato entro il 15 ottobre, erogato entro novembre, per le convenzioni attive al 30 settembre.
  • Conguaglio annuale: pubblicato entro il 15 maggio dell’anno successivo a quello di competenza, con pagamento entro il 30 giugno.
  • Liquidazione delle eccedenze (se scelta anziché il credito): bonificata anch’essa con il conguaglio di giugno; la scelta tra credito ed eccedenze va comunicata al GSE entro il 31 gennaio di ogni anno.

Esempio pratico: un impianto domestico da 3 kWc che nell’anno immette in rete 1.800 kWh e ne preleva 1.500 riceve un contributo calcolato sul minimo tra le due quantità (1.500 kWh scambiati), a cui si somma il valore delle 300 kWh di eccedenza, liquidabile a parte o portata a credito per l’anno successivo. Gli importi esatti restano sempre consultabili nell’Area Clienti del portale GSE.

La fine dello scambio sul posto: cosa è cambiato

Il punto più importante da sapere oggi su questo meccanismo è che non è più attivabile per i nuovi impianti. Con l’attuazione del Decreto Legislativo 199/2021 e la delibera ARERA 78/2025/R/efr, il GSE ha stabilito che:

  • lo scambio sul posto non era più accessibile come regime « ordinario » per gli impianti entrati in esercizio dopo il 29 maggio 2025;
  • le ultime richieste di adesione, riferite esclusivamente a impianti già in esercizio entro quella data, potevano essere presentate entro il 26 settembre 2025;
  • da allora il GSE non accetta più nuove domande di accesso al meccanismo.

Per chi installa un impianto fotovoltaico oggi, nel 2026, lo scambio sul posto non è quindi più un’opzione disponibile: il meccanismo di riferimento per la cessione dell’energia in eccesso è il Ritiro Dedicato (RID).

Scambio sul posto vs Ritiro Dedicato: le differenze

I due meccanismi funzionano in modo molto diverso e vale la pena chiarirlo, perché è la domanda che si pongono oggi la maggior parte di chi cerca « scambio sul posto »:

CaratteristicaScambio sul Posto (SSP)Ritiro Dedicato (RID)
PrincipioCompensazione economica tra energia immessa e prelevataVendita diretta al GSE dell’energia immessa in rete
Disponibilità nel 2026Chiuso ai nuovi impiantiAttivo e disponibile per tutti
RemunerazioneContributo calcolato su base annuale (onere energia + onere servizi)Prezzo Zonale Orario (~0,10–0,13 €/kWh) oppure Prezzo Minimo Garantito di 0,0475 €/kWh per impianti fino a 1 MW
Gestione dei consumi serali« Recuperava » virtualmente l’energia immessa di giornoNessuna compensazione: l’energia prelevata si paga a tariffa normale
ConvenienzaPiù favorevole in media, soprattutto sugli oneri di reteMeno favorevole: puro prezzo di vendita dell’energia

In sintesi: lo scambio sul posto restituiva anche gli oneri di trasporto e di sistema sull’energia scambiata, mentre il ritiro dedicato è semplicemente una vendita dell’energia in eccesso al prezzo di mercato — mediamente meno remunerativa.

Hai già una convenzione attiva? Cosa succede ora

Se il tuo impianto è già in convenzione di scambio sul posto, non devi fare nulla di urgente: le convenzioni esistenti restano valide fino alla loro scadenza naturale. Ci sono però due punti da tenere d’occhio:

  • le convenzioni che superano i 15 anni dalla prima sottoscrizione non sono più rinnovabili;
  • dal 1° gennaio 2026, se il titolare dell’impianto non sceglie autonomamente un nuovo utente del dispacciamento per l’energia immessa, il GSE attiva automaticamente un contratto di Ritiro Dedicato.

In pratica, la transizione da SSP a RID sta avvenendo in modo progressivo e in molti casi automatico. Se hai una convenzione datata — anche di vecchi impianti collegati a un precedente Conto Energia — conviene verificare sul portale GSE l’anzianità del contratto e valutare per tempo le alternative descritte di seguito.

Lo scambio sul posto va dichiarato nel 730?

È una delle domande fiscali più cercate, ed è bene distinguere due casi, validi per impianti domestici fino a 20 kW:

  • Il contributo in conto scambio, cioè il rimborso proporzionale legato all’energia effettivamente scambiata con la rete, non genera reddito imponibile e quindi non va dichiarato.
  • Le eccedenze liquidate (la parte di energia immessa in rete e non recuperata, pagata a parte dal GSE) sono invece considerate « redditi diversi » e vanno indicate nel rigo D5 del Modello 730 o nel rigo RL14 del Modello Redditi Persone Fisiche, per gli importi effettivamente incassati nell’anno precedente.
  • Dal 2025 questi importi vengono inseriti automaticamente nella dichiarazione precompilata per le persone fisiche.
  • Per gli impianti sopra i 20 kW in regime di cessione parziale, i proventi sono invece trattati come attività commerciale abituale: in questo caso è indispensabile il supporto di un commercialista.

Questa sezione ha valore informativo generale: per la propria situazione specifica è sempre consigliabile verificare con un professionista fiscale.

Le alternative nel 2026: autoconsumo, accumulo, CER

Con la chiusura dello scambio sul posto, la strategia più efficace per chi installa (o ha già installato) un impianto fotovoltaico cambia radicalmente: massimizzare l’autoconsumo diretto conta molto più che vendere l’energia in eccesso.

  • Autoconsumo diretto: l’energia consumata istantaneamente dai propri elettrodomestici vale indicativamente 0,25–0,35 €/kWh (il costo evitato in bolletta), contro circa 0,10 €/kWh ottenibile rivendendo l’energia in eccesso con il Ritiro Dedicato. Spostare i consumi nelle ore centrali della giornata (lavatrice, lavastoviglie, pompa di calore, ricarica veicolo elettrico) è oggi la leva economica più importante.
  • Sistemi di accumulo (batterie): immagazzinare fisicamente l’energia prodotta di giorno per consumarla la sera permette di ottenere lo stesso beneficio che offriva virtualmente lo scambio sul posto, senza dipendere da un meccanismo GSE. È l’investimento che oggi sostituisce di fatto il ruolo della « batteria virtuale » del SSP.
  • Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e gruppi di autoconsumatori: condividere l’energia prodotta con altri utenti collegati alla stessa cabina primaria dà accesso a incentivi dedicati sull’energia condivisa, cumulabili con il Ritiro Dedicato.
  • Ritiro Dedicato: resta comunque disponibile per la quota di energia che non si riesce ad autoconsumare né a condividere, come « rete di sicurezza » per il surplus residuo.

Per il quadro completo di tutti gli aiuti disponibili nel 2026, consulta la nostra guida agli incentivi fotovoltaico. E se stai valutando un primo impianto plug & play per la casa, dai un’occhiata ai kit pannello solare da balcone o ai kit per casetta da giardino.

Fonti: GSE.it (Scambio sul Posto, Tempistiche e pagamenti, Assistenza Clienti), Wikipedia (Scambio sul posto), ricerche di settore su ARERA 78/2025/R/efr e D.Lgs. 199/2021, articoli specialistici su tassazione dei proventi GSE


Domande frequenti

Lo scambio sul posto esiste ancora nel 2026?

No, per i nuovi impianti non è più attivabile dal 2025. Restano valide solo le convenzioni già in essere, fino alla loro scadenza naturale o al passaggio automatico al Ritiro Dedicato.

Cosa succede se la mia convenzione di scambio sul posto scade?

Se non scegli un nuovo utente del dispacciamento, il GSE attiva automaticamente un contratto di Ritiro Dedicato per la cessione dell’energia immessa in rete.

Conviene ancora installare un impianto fotovoltaico senza scambio sul posto?

Sì: la convenienza si sposta sull’autoconsumo diretto e sull’uso di batterie di accumulo, che oggi generano un risparmio in bolletta superiore a quanto garantiva il vecchio meccanismo.

Qual è la differenza pratica tra scambio sul posto e ritiro dedicato?

Lo scambio sul posto compensava l’energia immessa con quella prelevata, restituendo anche parte degli oneri di rete. Il ritiro dedicato è invece una semplice vendita dell’energia in eccesso al GSE, a un prezzo per kWh generalmente più basso.

C’è stata una proroga dello scambio sul posto nel 2025?

No. La scadenza del 26 settembre 2025 per le ultime richieste, riferite solo a impianti già in esercizio entro il 29 maggio 2025, non è stata prorogata: dopo quella data il meccanismo è chiuso a qualsiasi nuova domanda.

Quando paga il GSE lo scambio sul posto?

Con un calendario fisso: acconto del primo semestre entro giugno, acconto del secondo semestre entro novembre, conguaglio annuale (e liquidazione delle eccedenze, se scelta) entro il 30 giugno dell’anno successivo.

A chi conviene rivolgersi per valutare la propria situazione?

Chi ha già una convenzione SSP può verificarne l’anzianità e le condizioni direttamente sul portale GSE (Area Clienti); chi installa oggi un nuovo impianto dovrebbe progettarlo fin da subito insieme a un sistema di accumulo per massimizzare l’autoconsumo.


Matteo - appassionato di energia solare

Matteo

Appassionato di transizione energetica

Scrivo di pannelli solari, kit plug-and-play e risparmio energetico per chi vuole capire davvero prima di comprare. Non sono un ingegnere — sono qualcuno che ha passato molte ore a capire questo settore.

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